Fine dell'abbondanza per la diocesi di Amsterdam

9 Ottobre 2022
Fonte: fsspx.news
Oude Kerk, la chiesa più antica di Amsterdam

Nella diocesi di Amsterdam è prevista la chiusura del 60% delle chiese nei prossimi cinque anni, che rappresenta un centinaio di edifici religiosi. In discussione, la diminuzione dei fedeli, dei volontari e delle entrate.

Amsterdam è la sede di una venerabile e un tempo prospera diocesi, la cui fondazione risale all'anno 1559: si estende alla provincia dell'Olanda Settentrionale, nel nord-ovest dei Paesi Bassi, oltre che a una parte della provincia del Flevoland, e attualmente conta 164 parrocchie.

Ma non per molto, perché l'ondata di secolarizzazione ha avuto la meglio sui polder olandesi, e spetta all'ordinario del luogo, mons. Jan Hendricks, regolare i conti della scristianizzazione.

Il prelato ha così riunito il 10 settembre alcune centinaia di amministratori parrocchiali, per presentare loro il suo progetto per la ristrutturazione, o meglio il salvataggio, della diocesi:

"È chiaro che la pandemia di coronavirus ha accelerato il movimento degli abbadoni che già conoscevamo. I fedeli sono invecchiati e a volte hanno smesso di andare in chiesa, mentre altri si sono abituati a un formato diverso della domenica mattina", riconosce il vescovo.

Dal canto suo, il vicario generale della diocesi presenta i dati: "Sono diversi anni che la pratica domenicale è in diminuzione, non è uno sviluppo recente: da 25.000 nel 2013, siamo passati a 12.000 nel 2021", precisa mons. Bart. Putter, il quale aggiunge che "nel 1950 l'80% dei battezzati assisteva alla messa domenicale, contro il 3% di oggi".

Ma nonostante ciò, non si tratta di rimettere in discussione la direzione intrapresa dalla Chiesa olandese dal periodo postconciliare. È dunque piuttosto verso una soluzione contabile che la diocesi sembra avviarsi.

Da qui la decisione di chiudere entro i prossimi cinque anni 99 delle 164 chiese cattoliche attualmente aperte. E questo è solo l'inizio: delle 65 chiese rimaste, 37 potrebbero continuare a rimanere aperte per cinque-dieci anni, dopodiché solo 28 "chiese centrali" sarebbero considerate "vitali", cioè autofinanziate.

Padre Jan-Jaap van Peperstraten, parroco che ha servito ad Alkmaar, nell'Olanda del Nord, ha reagito alla stampa cattolica, rammaricandosi del fatto che le chiusure avrebbero colpito prima i cattolici praticanti nelle zone rurali:

"Come affronteremo le campagne in futuro? Non abbiamo risposta al momento", avverte.

La diocesi di Amsterdam non è l'unica diocesi olandese ad affrontare delle difficoltà. Quella di Roermond, nel tradizionale cuore cattolico del sud dei Paesi Bassi, chiederà ad alcune parrocchie di ridurre le messe a causa dell'aumento della bolletta energetica e della carenza di sacerdoti.

La primavera della Chiesa intravista dal Vaticano II sta decisamente tardando a spuntare, mentre sembra che l'inverno non smetta mai di arrivare...